Sono Sare Daouda. Nato a Bettie nell’est della Costa D’avorio. I miei genitori Abdoulaye Sare e Fati Sango sono immigrati dal burkina faso negli anni 70. Mia madre prima era sposata con un uomo da cui ha avuto mia sorella maggiore Djatou.

Rimase vedova molto presto. Dopodichè, conobbe mio padre che era già sposato con due donne, con rito culturale Bissa. Mia madre faceva la commerciante di cibo cucinato e aveva il suo negozio nella citta di Abengourou, in un quartiere pieno di burkinabe immigrati nel paese.

Dopo qualche tempo di frequentazione decisero di sposarsi nell’ 86. Nell’ 87 nasco io. Dopo un anno nasce mio fratello Dramane. Lo stesso anno in cui sono caduto con un pezzo di legno in bocca che mi aveva bucato la gola. Sono stato ricoverato per 6 mesi, mangiavo attraverso il sondino. Nell’ 89 mio nonno paterno si ammalò e mio padre decise di mandare mia madre in Burkina Faso per accudirlo. Dopodichè ci prepariamo anche io e mio padre per raggiungerli nel 90.

Durante il viaggio per il Burkina Faso, l’autista del pullman fa un sosta per permettere ai passegeri di fare i loro bisogni, nel tratto fra Kumassi e Bolgatenga, a nord del Ghana. Mio padre mi affida a un suo cugino per accompagnarmi nei bagni pubblici mentre lui stava mangiando. Quest’ultimo mi porta nei bagni e mi abbandona lì. Ritorna da mio padre come se niente fosse. Abdoulaye rimase sbalordito e spaventato dell’ “errore” commesso dal cugino. Si alza immediatamente e corre verso la toilette per cercarmi.  Apparentemnte un uomo che era in uno dei bagni vicini avrebbe notato il comportamento strano del cugino di mio padre, appena allontanatosi e mi venne a prendere mentre piangevo. Mi tranquillizzò e mi riportò da mio padre. Fortunatamente era un passeggero del nostro pulman.

Dopo tanti anni scopriì che questo cugino di mio padre voleva che scomparissi per una cosa che era successo nel pullman poco prima che arrivassimo nel punto della sosta.

Avevamo conosciuto una turista francese durante il tratto antecedente l’arrivaro a Kumassi, aveva tra i trenta e quaranta anni. Dalla descrizione di mio padre,era una donna bionda, alta, magra e con gli occhi azzurri. Era in viaggio in Ghana per un progetto.

La donna si era innamorata di me durante il viaggio, dopo aver chiacchierato a lungo con Abdoulaye,gli aveva lasciati i suoi recapiti e ci aveva invitato a casa. La signora chiese a mio padre di adottarmi. Ma visto le circostanze della conoscenza della donna e della situazione per cui eravamo in viaggio per il Burkina, ovviamente mio padre non accettò l’invito. Gli promise solo che sarebbe tornato in Ghana a trovarla una volta parlato con mia madre.

Arrivati in Burkina trovammo mio nonno malato che aveva già perso la vita, giusto il giorno prima che arrivassimo a casa. Il villagio di mio padre si chiama Goyenga. Un piccolo villagio di quasi cinque mila abitanti. Nel centro sud del Burkina Faso, comune di Gomboussougou.

Insomma non ho conosciuto mio nonno paterno. Dopo i funerali Abdoulaye ritorna in Costa d’avorio senza moglie nè figli. Siamo rimasti tutti quanti nella grande casa familiare. Dal 90 al 92 ho frequentato una scuola araba nel villagio. Nel 93 mio padre mi viene a prendere per riportarmi in Costa d’avorio e mi iscrive in una scuola normale. Prima di far venire dal Burkina faso una delle mogli, abbiamo vissuto insieme per circa due anni. Vivemmo in affitto e avevamo una sola copia di chiavi. Papa usciva tutte le sere e mi lasciava da solo in casa, mi dovevo chiudere dentro a chiave e quando tornava dai suoi giri, bussava e dovevo alzarmi in piena notte per aprirgli. Dopo qualche tempo, fece venire la seconda moglie dal Burkina faso, la quale aveva una figlia piccola, con cui abbiamo vissuto insieme per circa tre anni . Nel 96 questa seconda moglie partorisce un bambino che mio padre ha chiamato Ibrahim. Nel 97 papà manda in Burkina faso la seconda moglie e fa venire in costa d’avorio la prima moglie con le due figlie.

Vivevamo nel quartiere di dioulabougou nella citta di Bettie con la sua prima moglie e le sue due figlie Mariam e Fatima. Dopo qualche anno mia madre era tornata in Costa d’avorio ma senza mio fratello, perche l’aveva lasciato a mia nonna materna quindi lui cresce con la famiglia materna ed io con pàpà. Mamma andò a vivere ad Abengourou per continuare la sua attività ma tornava a Bettie durante le feste di fine ramadan e l’Aid.
Quegli anni passati insieme a mio padre con la prima moglie e le sue figlie furono dei momenti tragici della mia infanzia. Era una donna estremamente gelosa nei confronti di mia madre, e molto cattiva nei miei confronti. Ero servito a parte durante la colazione, il pranzo e la cena. Una scena che oggi ci suona familiare in Italia, ma non dovrebbe.

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