Liz (nome cambiato per proteggere l’identità della persona ndr) è una cittadina americana, avvocato, con una prestigiosa carriera di profilo internazionale, impegnata con il suo studio nel commercio internazionale. E’ a Roma dall’Aprile 2019, per motivi di lavoro, presso un prestigioso studio legale americano che ha chiesto la sua assistenza; e come tutti è in cerca di una casa in affitto. Liz, un afro-americana, è nata a New York, e cresciuta nella capitale statunitense a Washington. Mi racconta, che a causa del lavoro di suo padre, avvocato, e della mamma, una professoressa di Economia alla Howard University, ha dovuto lasciare la grande mela per intraprendere i suoi studi al liceo statale di George Washington quando aveva 14 anni. Da lì mi dice, dai suoi genitori, ha preso le basi, i valori e la dedicazione per raggiungere il successo che ha oggi.

Quando la incontrai a Piazza Barberini, per prendere insieme un caffè, (appuntamento preso per raccontarmi quello che le era accaduto), sembra vivace e dalla sua espressione facciale sembrava che quello che stava per raccontarmi non l’avesse minimamente toccata. Dopo averla accolta con un abbraccio di benvenuto, parte subito, dritta al punto. Da quando è arrivata a Roma, mi racconta che le è stato difficile trovare una sistemazione. Quando è arrivata, l’ha accolta una sua collega americana: quindi non ha avuto nessun problema. Ma dopo due mesi ha deciso di cercarsi una sua casa: quindi è passata dalle agenzie immobiliari, contatti di amici, cercato una mano tramite i colleghi e consultato le varie pagine e i gruppi sui social. Ed è qui, proprio in un gruppo Facebook dedicato agli affitti, che trova un annuncio di una donna brasiliana di una camera singola in affitto. Subito Liz, senza perdere neanche tempo, l’ha contattata per prendere appuntamento. Ma la cosa sorprendente, ed assolutamente scioccante che Liz non si aspettava era un messaggio sul suo telefono con scritto semplicemente “NON AFFITTO AGLI AFRICANI”.

Liz sconvolta dalla reazione così spregevole, non ha esitato a chiedere ulteriori spiegazioni, su come mai questa donna fosse arrivata ad una conclusione del genere. Infatti cerca anche di fare un passo in avanti: spiegò che è una cittadina americana, avvocato di professione e che si trova a Roma per motivi di lavoro. Al suo sforzo di mettere in luce la situazione, la signora brasiliana di nome Roxana, mette nero su bianco il suo motivo di negazione: “NON AFFITTO AI NERI!!!”

Indignata dalla sua risposta, Liz che viene da una società ed una cultura dove l’accountability ti fa perdere la reputazione, decide di rendere le conversazioni pubbliche, postandole su un gruppo dedicato agli espatriati (immigrati) a Roma chiamato “Expats in Rome”, nella quale denuncia tutto quello che le è successo. Ad un certo punto fra i commenti spunta Yemi, una sua connazionale (americana pure lei di origini etiopiche a Roma per un soggiorno di studio) che aveva contattato Roxana (la signora brasiliana) riguardo la stessa camera e preso pure appuntamento per vederlo. Yemi scioccata da quello che legge, decide subito di scrivere a Roxana per chiedere spiegazioni sui fatti accaduti con Liz. La risposta, che Yemi ha deciso di divulgare sul gruppo, ha lasciato tutti noi utenti a bocca aperte. Nelle affermazioni esposte, sottolinea che, anche se nata e cresciuta negli USA, ha le sue radici in Africa: spiegando di essere figlia di immigrati etiopi, quindi anche lei africana: e domandando se questo fosse un fattore che le impediva di sottoscrivere un contratto di locazione. La risposta di Roxana: “Per te non è un problema, vedo dal tuo profilo che sei chiara, l’Etiopia è un’altra cosa”. Subito dopo, scrive Yemi sempre nel gruppo, ha deciso di ritirare la sua controfferta.

Insomma ai tempi delle propagande xenofobe, che attualmente viviamo, c’è chi identifica il male assoluto nello straniero (specialmente nelle persone di colore) ritenute come balordi, nullafacenti, mantenuti dallo Stato a €35,00 al giorno. La tattica dello dividi et impera non sta solo agendo fertilmente per alimentare l’odio fra italiani e stranieri, ma anche fra immigrati regolari e non, quelli con la carnagione chiara contro quelli con la carnagione scura.

La notizia bella però è che Liz ha finalmente trovato una bella casa, un appartamentino nel centro del quartiere testaccio, gli piace il nuovo ambiente. Da come la osservo, quello che le è accaduto non le ha minimamente creato nessun danno morale. Esce ogni mattina con il sorriso ed è vivace. Anche se mi racconta che l’altra settimana quando si è recata a Milano per lavoro, sul treno frecciarossa, in prima classe, non tutto è andato liscio. Però dice, che i giorni migliori sono ancora davanti.

La Sig.ra Roxana, contattata da me personalmente, mentre preparo l’articolo, per sentire il suo parere, vuole che tutto il mondo sappia che non è razzista (dice persino che i suoi migliori amici a lavoro sono persone di colore) ha persino parenti di colore e la sua negazione di affittare la sua casa a Liz non c’entrava niente con il colore della sua pelle. Era tutto questione di cultura dice, che lei è venuta in Italia regolarmente 30 anni fà, ed è diventata pure cittadina italiana. A lei tuttavia non piace l’africanizzazione dell’Italia ed è in fase di formazione culturale per capire gli immigrati africani. Dice che forse, nel futuro sarà aperta all’idea di affittare il suo appartamento, una volta compiuta la sua formazione!!

“Africanizzazione dell’Italia” mah…dove avrà sentito questa parola?

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