La settimana scorsa,abbiamo assistito purtroppo all’ennesimo comportamento razzista e vigliacco nei confronti di un attrice Italiana, Balkissa Maiga. L’attrice uscendo da casa giovedi mattina per accompagnare suo figlio a scuola ha scoperto delle bucce di banane e banane marce sul tappetino all’ingresso di casa. Non si sa da chi e per quale motivo, qualcuno abbia avuto il coraggio di comportarsi in un modo direi piuttosto orribile. Nonostante questo ennesimo episodio si continua a dire che in Italia il razzismo non è un emergenza.
Balkissa Maiga, la vittima del vile atto, è nata a Niamey in Niger ma cresciuta in Mali, parla fluentemente tre lingue internazionali tra cui il Fancese,l’Inglese e l’Italiano e 5 lingue veicolari africane come il Bambara, Dioula, Songhai, Zarma e Haussa. Nel 2007 si è laureata presso il FLASH (Facoltà di Lettere,Arte e Scienze Umane) a Bamako in Mali. L’attrice, fin dagli anni 2000, ha avuto varie formazioni cinematografiche e recitato in diversi film come ad esempio “7 minuti” regia di Michele Placido, nel ruolo di kidal,”gli scoppiati” regia di Simona Izzo, teatri e sketch in televisione oltre agli spot pubblicitari (2010 spot pubblicitario Rai Educational per la settimana della lingua Italiana,2009 campagna pubblicitaria sulla ORTM TV nazionale del mali e privata africable sulla lotta contro l’infibulazione femminile ecc…).
Di fronte a questo atto vergognoso, Balkissa è stata doppiamente vittima; sia del gesto razzista nei suoi confronti sia del fatto che era complicato e molto difficile trovare delle spiegazioni congrue, pronte e conprensibili da dare al figlio di 8 anni che chiedeva perchè ci fossero delle bucce di banane sullo zerbino di casa. L’autore del gesto anche lui o lei che sia, è stato/a doppiamente vigliacco; Prima di buttare le bucce sullo zerbino di casa di Balkissa, si sarà probabilmente mangiato il frutto lasciando cosi le bucce e quelle marce per poi buttarli di nascosto all’ingresso di casa dell’attrice. Analizzando questo gesto si capisce perfettamente che è un messaggio di stampo razzista, l’autore attribuisce il fatto di mangiare le banane all’essere umano con la carnagione nera.

Ma abbiamo capito tutti quanti che la banana non la mangia solo il nero, visto che ha buttato delle bucce e quelle marce. Alcuni lettori diranno sicuramente che può essere un altro nero ad essersi comportato cosi, tentando cosi di coprire e giustificare il razzismo che è in constante crescita negli ultimi anni nel nostro paese. Un’ipotesi che trova difficilmente riscontro perchè fra neri non si usa lanciare banane per offendere, semplicemente perchè non viene intesa come un’offesa. Nella storia del razzismo, è molto diffuso, piuttosto vedere i bianchi lanciare delle banane ai neri come simbolo di offesa. In effetti non è un caso che assistiamo sempre a questo tipo di atteggiamento negli stadi. È molto noto usare questa strategia da parte di alcuni mentecatti bianchi nella tifoseria calcistica per destabilizzare il morale dell’aversario nero che temono di piu.
Questo tipo di razzismo viene subito, sempre da persone con la pelle nera, ma sopratutto da persone con la carnagione nera che hanno una classe sociale di vita alta e guadagnano la loro vita. Proprio all’inizio del campionato di Serie A, l’ex direttore sportivo e opinionista di Top Calcio 24 Luciano Passirani parlando di Romelu Lukaku disse che per fermarlo “bisognerebbe lanciargli 10 banane”. Dopo qualche ora il direttore della rete Fabio Ravezzani si è scusato prima sui social e poi in diretta tv. Qualche settimana fa, il calciatore Mario Balotelli è stato vittima di cori razzisti da alcuni tifosi durante la partita di serie A Verona & Brescia, lo stesso è accaduto a Blaise Matuidi, giocatore della vecchia signora o ancora Souley Muntari l’ex calciatore dell’inter.

L’attrice dopo tanti anni di sacrificio durante il percorso di studio e formazione, ha il pieno merito di vivere la sua vita con tranquillità e serenità. Noi attraverso i nostri articoli ,denunciamo l’atto ignobile che ha subito Balkissa e continueremo a farlo finchè le autorità non cominceranno a prendere provvedimenti seri nei confronti di chi si crede superiore rispetto ai neri e quindi ha il privilegio di dare la colpa a una persona giusto per il colore della pelle.

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