La giustizia Italiana ha rilasciato la nave umanitaria Sea Watch 3 dopo 5 mesi di sequestro da parte delle autorità. La nave della ONG Tedesca era stata sequestrata e rimasta bloccata nel porto di Licata, in Sicilia, fin dallo scorso Giugno; subito dopo il dissequestro, la ONG ha annunciato la sua intenzione di riprendere il servizio di salvataggio e ricerche nel mare al più presto. “Dopo 5 mesi di sequestro al porto di Licata, ci stiamo preparando per ritornare in mare, ha detto in un tweet L’ong”. L’organizzazione umanitaria aveva depositato un ricorso presso un tribunale civile Italiano per contestare le accuse nei suoi confronti. Giovedì 20 dicembre, il tribunale competente e incaricato ad effettuare le indagini sulla Ong tedesca, ha dichiarato di non aver trovato nessuna fondatezza giuridica che giustificasse il sequestro della nave ancorata nel porto di Licata. La sea wacth 3 farà ritorno nella zona di ricerca e di salvataggio (zona sar) al nord delle coste Libiche appena i preparativi logistici necesarie per l’equipaggio saranno pronti, ha assicurato in un comunicato la ONG. Siamo stati “intimiditi e criminalizzati”,dichiara sempre un membro della nave umanitaria.

La nave in questione era stata sequestrata a giungno scorso dalle autorita Italiane quando tentava di approdare nel porto di Lampedusa con a bordo una quarantina di migranti nonostante il divieto di avvicinamento sulle coste Italiane. Questa vicenda aveva sollevato una grande protesta nei confronti di Matteo Salvini,il leader della Lega,il partito dell’estrema destra; la capitana Carola Rackete considerata una minaccia alla sicurezza nazionale da Matteo Salvini, era stata arrestata sotto accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina poi rilasciata. Per l’ONG,questa decisione della giustizia Italiana,dimostra una confirmazione della trasparenza e della legalità del loro lavoro di salvataggio in mare malgrado che 1000 persone abbiano perso la vita nel mar mediterraneo nel tentativo di raggiungere le coste Europee quest’anno.

“ Sea Watch e le altre organizzazioni impegnate nel salvataggio di vite umane nel mare sono le uniche a rispettare le leggi” ed è quello che è stato provato oggi, dichiara il presidente dell’associazione, Johannes Bayer; “Abbiamo fretta di ripartire e eventualmente ritornare nei porti Italiani senza impedimenti o aggressioni”.

Altre due navi umanitarie delle ONG Mediterranea il veliero Alex e la Mare Jonio, si trovano ancorate nel porto di Licata rispettivamente da luglio e settembre.

La presenza delle navi umanitarie nel mare mediterraneo è piu che necessaria visto la situazione caotica in Libia, anche se a livello Europeo si tenta di ignorare quello che si succede in realta nei dintorni della città di Tripoli; la Libia è in stato di ebollizione fin dal 2011 dopo la caduta del reggime Gheddaffi. Dopo quel periodo,il paese ha conosciuto solo il caos. Ce stata la guerra nel 2014 fra oppositori Khalifa Aftar alle milizie islamiste alla quale si erano aleate quelle dell’ovest. Poi la guerra del 2016, contro l’organizzazione dello stato islamico. E oramai assistiamo alla guerra fra l’est e l’ovest. Il problema maggiore del paese è che sono nati diversi gruppi di milizie che combattono con le armi sequestrati a Gheddafi all’epoca e uccidono davvero migliaia di persone civili,donne,bambini e uomini che non hanno nessuna colpa.

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