Una riunione è stata fatta d’urgenza ad Abuja nella capitale della Nigeria, durante la quale sei paesi dell’Africa occidentale a maggioranza Anglofona e un solo paese francofono hanno espresso il loro dissenso al “nuovo progetto” della moneta ECO che dovrebbe sostituire quella vecchia, chiamata “moneta coloniale” CFA; si tratta di Nigeria, Ghana, Liberia, Sierra Leone,Gambia e la Guinea Conakry.

Il giorno dopo la famosa dichiarazione del presidente della Costa d’avorio, Alassane Ouattara e Emanuel Macron della dove è stato detto che la nuova moneta ECO dovrebbe semplicemente sotituire il CFA e le condizioni dovrebbero rimanere le stesse, cioè la Francia rimane sempre il garante e la moneta continuerà a essere stampata sempre dalla Francia; la ministra dell’economia della Nigeria aveva vivamente criticato la Francia con i suoi alleati paesi Francofoni di voler usurpare un progetto nato da ben 15 paesi dell’africa occidentale.

Macron era andato in Costa d’avorio il 24 dicembre 2019 per “festeggiare” il suo compleanno insieme al presidente Ivoriano Alassane Ouattara. Durante l’incontro,i due presidenti hanno lasciato intendere che solo il nome della moneta sarà cambiato e sarà esteso anche ai paesi anglofoni.

Il progetto ECO è nato nel 1975 ed è stato portato avanti fino ad adesso e dovrebbe entrare in vigore nel 2020,il nome è stato scelto dai paesi della CEDEAO ( comunita degli stati dell’africa occidentale). È un progetto intelletuale comune nato e firmato dai 15 paesi africani e le regole della moneta sono state scelte e accordate sempre dai 15: il tasso di cambio deve essere flessibile e prevedeva la creazione di una banca federale in Africa occidentale per la gestione della moneta. Dopo tanti anni di battaglia, stiamo assistendo all’usurpazione del progetto da parte della Francia con la complicità dei paesi dell’uemoa(unione economica e monetaria dell’ovest africa) che è composto da: Costa d’Avorio, Burkina Faso, Senegal, Mali, Niger, Togo, Benin)

La logica che riunisce tanti Africani è quella della CEDEAO, perché entra nel programma generale dell’unione Africana e dell’integrazione Africana e sono state validate sin dagli anni 80 con il piano di azione di Lagos e nel 91 la CEDEAO è stato creato tra l’altro, dalla Nigeria e dal Togo.

La Francia sta ancora una volta tentando di far sopravivere la sua moneta coloniale, il franco “CFA”, che sta vivendo i suoi ultimi momenti, ai suoi ex coloni e sopratutto far estenderla agli altri paesi. Infatti non è un caso che il 21 dicembre dell’anno scorso abbiamo assistito all’arresto dell’attivista panafricanista Kemi Seba in Burkina Faso. Kemi aveva denunciato in una conferenza all’università Joseph Ki Zerbo di Ouagadougou, la presenza estrema della Francia nei paesi Africani e aveva interpellato i presidenti come Mamadou Issoufou del Niger, Rock Kabore del Burkina, Alassane Ouattara della Costa d’avorio e Macky Sall del Senegal di prendersi le loro responsabilità, boicottando il programma politico-militare-economico Francese imposto a loro.

Kemi è stato processato dalla giustizia Burkinabe e condannato a due mesi di carcere e 200.000 mila cfa di multa per aver insultato il presidente della repubblica in pubblico.

Per vedere la vera fine del colonialismo della Francia in Africa, la gioventù africana deve continuare la sua lotta. Solo cosi potremmo constringere i nostri presidenti corroti a prendere la giusta decisione.

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