Tutti con un ginocchio a terra

Il fatto di inginocchiarsi attribuito al movimento Black lives matter viene spesso visto da una parte dell’opinione pubblica come un gesto inutile che non può cambiare, in nessun modo, la violenza della polizia bianca nei confronti dei neri americani. Nonostante questo scetticismo, questo piccolo gesto, ma molto significativo, si è visto espandersi in giro per il mondo soprattutto nell’ambito degli eventi sportivi organizzati da federazioni europee e mondiali di calcio. Proviamo a capire innanzitutto le origini di questo piccolo gesto.

“Il gesto di inginocchiarsi” è stato fatto per la prima volta nel marzo 1965 a Selma in Alabama negli USA da Martin Luther King, durante una marcia per il diritto al voto degli afroamericani prima di essere arrestato dalla polizia. Secondo la storia, King si era inginocchiato insieme ad alcuni amici durante la marcia per pregare. Questo gesto di preghiera è stato rapidamente interpretato come un simbolo di non violenza, era un modo per il pastore King di rendere testimoni i bianchi della sottomissione dei neri.

I primi segni di opposizione al metodo di King, all’interno del movimento per i diritti civici, appaiono appunto nel marzo 1965, durante delle manifestazioni organizzate a Selma per accendere i fari sulla necessità di una legge federale sul diritto di voto offrendo un quadro legale per l’emancipazione dei neri nel sud degli USA. King organizza una prima marcia da Selma a Montgomery che non dirige personalmente. I manifestanti sono stati cacciati indietro dalla polizia locale a colpi di manganelli e gas lacrimogeni.

King organizza una seconda marcia malgrado il disaccordo di Washington che ha tentato invano di farlo rinunciare al suo progetto, questa volta conduce di persona le 1500 persone che ne hanno preso parte. La polizia li blocca nuovamente, invece di continuare la marcia che poteva diventare un confronto violento, King ha scelto di fermarsi e inginocchiarsi insieme ai suoi amici partecipanti per pregare e tornare indietro. Questa decisione gli costa il sostegno di tanti giovani radicali che lo criticano di prudenza eccessiva. Altri lo hanno accusato di aver fatto un compromesso con le autorità federali locali, accusa che King ha rigettato fermamente. In fine, nello stesso anno, ad agosto, il diritto al voto è stato adottato.

La storia di King e l’inginocchiarsi, ci ha insegnato che a volte il piccolo gesto fatto di fronte a un potere immenso può sembrare stupido ma può aiutare il potere stesso a prendere la decisione giusta. Non c’è nulla di cui vergognarsi di fronte al pubblico se una persona vuole inginocchiarsi per partecipare al cambiamento delle società nel combattere il razzismo nei confronti dei più deboli.

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