Le Storie

Io e le forze dell’ordine: un rapporto complicato

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Appena notato il saldo netto attivo, riportato sul documento ufficiale, il Tenente è subito ritornato sulla sua posizione, molto dubbiosa della mia persona, infuocata da un calore spingente di pregiudizio che gli si leggeva in faccia

In memoria di Abderrahim Rafiq

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Aldo, com’era chiamato dagli amici italiani, aveva solo 56 anni, era un uomo di origine marocchina, nobile, cortese, altruista e rispettoso di tutti: molto attivo nell’Associazione musulmana.

La richiesta d’asilo.

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La richiesta dell’asilo umanitario è la richiesta di un umano ad altri umani, del diritto di stare in un posto dove la sua pancia non sia minacciata

Shampoo per bambini: storie di vita vera

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Nessuna promessa è stata mantenuta a lei. Non c’era romanticismo. Non c’erano dei o santi. Nessuna medicina, nessun tintinnio. C’era una strada e una madre che se n’era andata.

Non affitto agli africani

1 Commento

A lei tuttavia non piace l’africanizzazione dell’Italia ed è in fase di formazione culturale per capire gli immigrati africani.
“Africanizzazione dell’Italia” mah…dov’è avrà sentito questa parola?

Un rapporto complicato: io e il mare

2 Commenti

Iniziai ad andare al mare con lei, ma a patto di rimanere sulla spiaggia, lontano dall’acqua. Non volevo che mi toccasse neanche la schiuma delle onde che raggiungeva la riva.

Me bambino: il mio inizio

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Quegli anni passati insieme a mio padre con la prima moglie e le sue figlie furono dei momenti tragici della mia infanzia. Era una donna estremamente gelosa nei confronti di mia madre, e molto cattiva nei miei confronti. Ero servito a parte durante la colazione, il pranzo e la cena. Una scena che oggi ci suona familiare in Italia, ma non dovrebbe. 

La mia “pacchia”

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La prima volta che mi recai nel cittadina calabrese ho dormito nella ormai famosa baraccopoli di San Ferdinando dove le condizioni di vita continuavano ad essere disumane. La struttura era una vecchia fabrica, all’interno ognuno di noi aveva costruito delle tende per poter domire. Per tener caldo l’ambiente, accendevamo il fuoco. Usavamo i sacchi a pelo che i medici senza frontiere ci avevano distribuito per coprirsi. Ogni giorno, rischiavamo di essere bruciati vivi. La mattina avevamo tutti quanti l’odore del fumo addosso.

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